Pino Poli si beve lo champagne della vittoria: «Siamo partiti davvero bene, poi era impossibile reggere allo stesso modo per 40’. Brave le ragazze a imparare nei playoff, dopo una stagione dominata, a sostenere una serie di partite tirate. Non era facile giocare contro Valmadrera, in gran forma e con meno da perdere. Era fondamentale ritrovare gli ‘attributi’ dopo la brutta gara-2, perché è una garanzia superiore alle giocate di classe, che vanno e vengono». Una dedica? «Sì, alle ragazze, che hanno sopportato per tutto l’anno che rompessi loro le scatole anche quando stravincevano...».
Laura Marcolini, grande risolutrice dal 2° quarto, annuisce ridendo e aggiunge: «All’inizio ho faticato un po’ a entrare in partita a livello fisico, ma l’ottimo inizio delle compagne mi ha aiutato a restare tranquilla e venire fuori più avanti. La solidità del gruppo è stata la vera chiave».
Le fa eco Claudia Biscari: «Sono strafelice: per come era andata la stagione, ero sicura che avremmo vinto. Non ci siamo mai sentite costrette a vincere: ci siamo divertite per tutto l’anno».
Il presidente Giuseppe Mirarchi (anche capo-tifoso in tribuna con il suo tamburo), vede un significato profondo in una vittoria in cui ha creduto prima e più di tutti: «È il punto più alto del basket a Carugate, un impegno, mio e di altri, che coinvolge tutto il nostro tessuto sociale: il mio augurio è che grazie a queste ragazze ci siano ancora più giovani che vengano in palestra a giocare, anziché passare il tempo in strada. Il discorso sul nuovo impianto è ‘top secret’: per il momento penso a godermi il successo».
Chiusura con il coach della Starlight, Paolo Re: «Onore alle mie ragazze, partite per arrivare ottave o none e giunte fino allo spareggio-promozione, dando veramente l’anima. Oggi abbiamo pagato l’inesperienza e qualche buco di troppo in difesa, ma contro una Marcolini così c’era poco da fare...».