domenica 19 settembre 2004

A2f: intervista ad Alessandra Calastri

Nella folla di studenti che scende ogni mattina alla stazione di Cesano Maderno, non è difficile riconoscere Alessandra Calastri. La 19enne ala-pivot di Varedo è appena tornata a scuola (ultimo anno all’Itis Majorana di Cesano) dopo il torneo giocato a Gressoney con il suo Geas Sesto S.Giovanni, tappa finale di un’estate un po’ diversa da quella del suo “coetaneo medio”: dal 17 al 27 giugno raduno con la nazionale maggiore; dal 2 al 22 luglio ritiro per gli Europei under 20, disputati in Francia dal 23 luglio al 2 agosto. Dal 24 agosto di nuovo al lavoro con il suo club.

- Hai ancora… voglia di basket, dopo un’estate così?
«Certo. È la mia passione: più gioco e più mi convinco che sia la mia strada. La scuola ha la sua importanza, certo, ma in passato mi è costata la rinuncia a offerte di basket “a tempo pieno”: dal prossimo anno non si porrà più il problema…»
- Dal raduno con la nazionale maggiore, che impressioni hai tratto?

«Per il momento è già importante essere nel giro delle 24 azzurre. Le altre sono professioniste, ragazze che vivono di pallacanestro, spero di diventare anch’io una di loro. Dal punto di vista tecnico, ho avuto la conferma che devo diventare un’ala, quindi migliorare velocità e trattamento di palla».

- Come ti hanno accolto le “veterane” azzurre?

«Sono tutte molto solari e disponibili, non mi hanno mai fatto pesare gli errori. Il mio modello, anche per il ruolo, è sempre stata Elena Paparazzo: allenarmi con lei è stato fantastico».

- Hai disputato l'Europeo under 20 (alla fine 16’ di impiego medio, massimo di 11 punti in 26’ alla Finlandia). Ma che cosa è mancato alla squadra, finita ultima?

«Mancano allenamenti durante l’anno: altre nazionali lavorano di più insieme, le spagnole giocano tutta la stagione in un club apposito. Noi dobbiamo costruire tutto in un mese. Potevamo comunque fare di più: le assenze di Dacic e Ress non ci scusano, è la squadra che conta. Io sono stata limitata da una contrattura, ma non ho grossi rimpianti, è stata una bella esperienza: in passato avevo sofferto la tensione, stavolta ero tranquilla. Forse sto maturando…»

- Ora una nuova stagione col Geas: potete confermarvi ai livelli dell’anno scorso? Per te, poi, questo quarto anno in A2 potrebbe essere il trampolino di lancio per la serie maggiore…

«Sono fiduciosa: abbiamo perso Rovida e Colico, è vero, però ci sono nuovi innesti. A Gressoney si sono già visti miglioramenti tra la prima partita e le successive. È solo questione di amalgama: finora avevamo fatto solo lavoro atletico. L’atmosfera all’interno del gruppo mi sembra rimasta ottima. Io devo pensare a lavorare bene, mantenere alto il ritmo. Se poi arriverà l’occasione di giocare in A1… non vedo l’ora di sfruttarla».

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 (pubblicare articolo) Chiara Catella su Facebook: