- Hai ancora… voglia di basket, dopo un’estate così?
«Certo. È la mia passione: più gioco e più mi convinco che sia la mia strada. La scuola ha la sua importanza, certo, ma in passato mi è costata la rinuncia a offerte di basket “a tempo pieno”: dal prossimo anno non si porrà più il problema…»
- Dal raduno con la nazionale maggiore, che impressioni hai tratto?
«Per il momento è già importante essere nel giro delle 24
azzurre. Le altre sono professioniste, ragazze che vivono di pallacanestro,
spero di diventare anch’io una di loro. Dal punto di vista tecnico, ho avuto la
conferma che devo diventare un’ala, quindi migliorare velocità e trattamento di
palla».
- Come ti hanno accolto le “veterane” azzurre?
«Sono tutte molto solari e disponibili, non mi hanno mai
fatto pesare gli errori. Il mio modello, anche per il ruolo, è sempre stata
Elena Paparazzo: allenarmi con lei è stato fantastico».
- Hai disputato l'Europeo under 20 (alla fine 16’ di impiego medio, massimo di 11
punti in 26’ alla Finlandia). Ma che cosa è mancato alla squadra, finita
ultima?
«Mancano allenamenti durante l’anno: altre nazionali lavorano di più insieme, le spagnole giocano tutta la stagione in un club apposito. Noi dobbiamo costruire tutto in un mese. Potevamo comunque fare di più: le assenze di Dacic e Ress non ci scusano, è la squadra che conta. Io sono stata limitata da una contrattura, ma non ho grossi rimpianti, è stata una bella esperienza: in passato avevo sofferto la tensione, stavolta ero tranquilla. Forse sto maturando…»
- Ora una nuova stagione col Geas: potete confermarvi ai
livelli dell’anno scorso? Per te, poi, questo quarto anno in A2 potrebbe essere
il trampolino di lancio per la serie maggiore…
«Sono fiduciosa: abbiamo perso Rovida e Colico, è vero, però
ci sono nuovi innesti. A Gressoney si sono già visti miglioramenti tra la prima
partita e le successive. È solo questione di amalgama: finora avevamo fatto
solo lavoro atletico. L’atmosfera all’interno del gruppo mi sembra rimasta
ottima. Io devo pensare a lavorare bene, mantenere alto il ritmo. Se poi
arriverà l’occasione di giocare in A1… non vedo l’ora di sfruttarla».
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