Prealpina - articoli di Manuel Beck (set'01-gen'14)
giovedì 9 gennaio 2014
domenica 2 ottobre 2005
A1f: intervista a Roberta Colico
Nel weekend è partita l'A1 con la classica prima giornata in sede unica: tra le 160 giocatrici scese sul parquet di Taranto, anche Roberta Colico, storico play del Geas, che dopo alcune stagioni (giocò ad Alcamo a fine anni '90) ritrova la massima serie con la maglia di Priolo.
"Ci sono arrivata in modo avventuroso - ci ha
raccontato alla vigilia. - Quest'estate ho preso un procuratore e ho provato a
Schio, ma hanno preso un'altra; dovevo andare a Rovereto, ma si è sciolta la
società e non sapevo più cosa fare. Alla fine ho telefonato a Santino Coppa,
l'allenatore di Priolo, che mi aveva cercata tempo prima, e gli ho chiesto se
mi voleva ancora...".
- Come mai questa scelta di vita, a 26 anni e con un
marito a 1500 km dalla Sicilia?
- Le tue sensazioni in vista dell'esordio?
"Un po' agitata... ma anche fiduciosa di trovare spazio
come uno dei primi cambi: alla presentazione della squadra, Coppa ha
consigliato di segnarsi il mio nome, mi ha fatto molto piacere. Lui è un bel
personaggio, sa tirare fuori il meglio anche dalle giocatrici meno note: da me
vuole intensità, difesa alla morte e scelte giuste. Poi c'è Bonfiglio, una
delle più forti giocatrici che abbia mai visto".
- Della tua prima esperienza in A1, ad Alcamo, cosa
ricordi in particolare?
"Arrivai a 19 anni, e all'inizio ero l'ottava-nona
nelle rotazioni. Poi si infortunò Granieri, il play titolare, così toccò a me,
e credo di essermela cavata. Sono rimasta lì per 3 stagioni, poi però mi sono
mancati gli stimoli a stare in A1, che ora invece ho ritrovato".
- La scorsa stagione è stata rocambolesca per il Geas e
soprattutto per te...
- Che prospettive vedi per il Geas di quest'anno?
"Le partenze di Zanoni, Salvestrini e la mia peseranno,
ma hanno comunque un buon potenziale, con Censini e le giovani. Il lavoro di
Frigerio paga sempre e l'ambiente aiuta a rendere bene".
- Tra le avversarie in A1 troverai le tue ex-compagne
Masha Maiorano e Ilaria Zanoni.
"Maiorano è da parecchio che non la vedo sul campo,
sono curiosa: è una che lavora tanto, a parte il suo ottimo tiro so che è
migliorata in difesa. Zanoni ha potenzialità fisiche incredibili, deve crescere
nel carattere, ma ha tempo. Ha fatto bene a provare ora con l'A1".
- E del Geas attuale, chi potrebbe seguire le vostre
orme, tra uno o due anni?
domenica 18 settembre 2005
A1-A2 f: interviste a Zanoni e Contestabile
Raggiungiamo al telefono Ilaria Zanoni mentre è a Cagliari
per disputare un torneo con la maglia di Napoli, lo scorso anno semifinalista
in A1 e vincitrice della Fiba Cup. Se ne farà parte per pochi giorni o per
tutta la stagione, si vedrà; certo è che un’estate 2005 ad alta intensità ha
lanciato la talentuosa esterna dell’86 nel giro del basket “che conta”.
- Allora è ufficiale il tuo addio al Geas?
«Sì, al 99%. In questi giorni sto provando con Napoli, ma ho
contatti aperti anche con Como. Intanto sto iniziando a conoscere l’ambiente:
mi sono già resa conto che è tutto un altro basket».
- Come mai preferisci un anno di apprendistato in A1
piuttosto che da protagonista in A2?
«Credo che sia il momento giusto per provarci: ho finito la
scuola e il Geas mi ha concesso di andare. Quello che voglio è diventare una
professionista, anche a costo di avere poco spazio, per ora».
«Davvero bello batterla, anche se io non avevo mai giocato
in una grande manifestazione e quindi per me non rappresentava una rivincita
sugli anni scorsi. Comunque è stato importante essersi piazzate bene dopo tanti
risultati negativi».
- Poi è arrivata la chiamata dalla nazionale maggiore...
«Un’esperienza emozionante, mi ha fatto capire che devo
ancora lavorare tanto. In effetti sono stati mesi pieni: ho iniziato a metà
maggio con il raduno U20, sono tornata a casa qualche giorno per gli esami di
maturità, poi di nuovo basket fino al 21 agosto... per riprendere subito con la
nuova stagione! Ma la soddisfazione di vestire la maglia azzurra ti dà la forza
per superare ogni ostacolo».
- Lambruschi, coach della nazionale, ti ha definita sulla
rivista Superbasket “la giocatrice del futuro”: cosa ne pensi?
- Torniamo al discusso finale della scorsa stagione. Il
presidente del Geas, Carzaniga, ha detto che siete state “intelligenti” a
capire che era quasi meglio perdere la partita decisiva con Broni, piuttosto
che vincere e salire in A1. Sei d’accordo?
«Non è questo il discorso. L’obiettivo della società era un
ottimo campionato e l’abbiamo centrato. Non ho grossi rimpianti per quella
partita: tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto...».
Per Antonella Contestabile la prospettiva di fare “appena”
due campionati, l’A2 con il Geas e la B1 con Vittuone, è quasi... riposante
rispetto alla scorsa stagione, in cui l’ala dell’87 si è fatta in tre: A1, pur
non giocando molto, con la Comense; B2 (vinta) e Juniores con Vittuone.
- Hai tenuto il conto delle partite che hai giocato
l’anno scorso?
«Non lo so con esattezza, alla fine ero distrutta. Credo
circa 70, compresa la nazionale, più un sacco di amichevoli. Forse troppe:
meglio fare meno cose, ma farle bene...».
- Perché hai archiviato, per il momento, l’A1?
«La Comense non mi ha dato garanzie di avere più minuti
dell’anno scorso. Mi spiace se qualcuno, lì, è rimasto deluso, ma non c’è
niente di personale e nemmeno pensavo che mi fosse dovuto qualcosa. È una
scelta per il mio futuro: allenarsi senza mettere in pratica serve a poco».
- Dalla tua estate azzurra hai portato a casa più gioie o
più dolori?
«Essere tagliata in extremis dall’U20, dopo un mese di
lavoro, e arrivare all’ultimo posto con l’U18 non è stato il massimo...
Sull’esclusione dall’U20 non recrimino: dovevo dimostrare di reggere meglio il
gioco fisico. È stata dura, con tanti impegni uno in fila all’altro; ma tutto
mi è servito per migliorare, e l’emozione di far parte della nazionale ti
ripaga».
- Il risultato dell’U18 ha scatenato polemiche tra gli
addetti ai lavori. Qual è il tuo parere?
«Eravamo impreparate, sia nel fisico che nella testa: le
avversarie avevano una mentalità migliore, così abbiamo perso tante partite in
volata. Un mese di preparazione non basta: le nazionali più forti lavorano
insieme tutto l’anno, hanno un altro modo di vivere il basket. Poi mancavano
Sottana e Arturi, c’era la stanchezza di chi aveva giocato anche con l’U20; e
cambiare allenatore ogni anno non aiuta».
- A Budapest sei stata la terza marcatrice (8,1 punti in
27 minuti di media) e la prima rimbalzista (6,4) dell’Italia. Però anche tu sei
stata al centro di discussioni, ad esempio su quale sia il tuo ruolo...
«In questo momento mi vedo più come “numero 4”, come è
avvenuto con la nazionale e credo anche col Geas. Con la Comense mi sono resa
conto di quanto sia alto il livello delle esterne in A1: per ora sono più
pronta da lunga».
- Che risultati ti aspetti dal 2005/06?
«Del Geas mi stimola molto il
fatto che siamo una squadra giovane: per questo ho preferito loro a Carugate.
Purtroppo dovrò saltare 9 partite di Vittuone per concomitanza con l’A2, ma
possiamo puntare a una salvezza tranquilla, siamo collaudate».
lunedì 25 aprile 2005
A2f: Geas-Ivrea
Igb Geas Sesto S.G.-Caffè Giuliano Ivrea 70-63 (35-37)
GEAS: Colico 13, Arturi ne, Censini 11, Zanoni 15,
Marulli, Turri 2, Visconti 13, Frantini 11, Salvestrini 5, Colombera ne. All.
Frigerio.
IVREA: Simonetti 2, Paleari 7, Pasino 11, Alfonso 20,
Reali 2, Greppi ne, Lovato 21, Napolitano ne, Santuz, Valguarnera. All.
Maiocco.
domenica 10 ottobre 2004
A1f: le 5 esordienti milanesi
Come ci si sente una settimana prima di esordire in A1? Lo abbiamo chiesto alle cinque giocatrici milanesi (davvero un bel numero) le cui carriere nella massima serie partiranno lo stesso giorno, domenica 17 ottobre, nello stesso luogo, La Spezia, sede unica della prima giornata di campionato.
La più “anziana” del gruppo, Madalene Ntumba (ala di 1,80, classe ’81, prodotto-doc del Geas Sesto), di famiglia zairese ma nata e cresciuta in Italia, ha trascorso l’ultima stagione negli Stati Uniti, dove ha giocato nel college di Miami-Ohio, con buoni risultati di squadra; quest’anno avrebbe anche trovato più spazio. «Venendo dalla nostra A2, non è stato facile ambientarsi – racconta. – Là si gioca un basket che punta tantissimo sul fisico: 3-4 ore di lavoro al giorno, con 3 sedute di pesi la settimana e 2 di atletica… Tra l’altro, esterne e lunghe là si allenano spesso separatamente e io ero impiegata da ‘numero 4’: un motivo in più per accettare l’offerta di Venezia, perché se fossi rimasta per i 4 anni di corso, sarei tornata a 26 anni e con un ruolo diverso da quello in cui posso giocare in A1. Resta comunque un’esperienza di vita molto interessante».Masha Maiorano (guardia-ala di 1,78 del 1982, neo-acquisto
di Rovereto) non ha mai avuto un ruolo di primo piano nelle nazionali
giovanili, e dopo gli anni al Geas ha dovuto compiere una “scalata” non facile
tra Broni in B e a Ivrea in A2: questo traguardo è anche una rivincita? «Perché
no? È la prima volta che mi sento davvero considerata. A Ivrea mi sono guardata
intorno e ho capito che potevo farcela. A Sesto puntavano su altre ragazze,
girare è nella mia natura, quindi va bene così, ora sono felice per questa
occasione che mi è arrivata a sorpresa. Giocherò anche in Coppa… quasi non ci
credo!». Due anni fa la Prealpina parlò di te come una delle poche donne nella
“giungla” dei playground milanesi: anche quelle esperienze hanno aiutato la tua
crescita? «Altroché. Giocare con i ragazzi è uno stimolo a fare di più. Certo,
ci vuole coraggio, di ragazze lì ce ne sono poche: le invito a provare… ma non
nel mio campetto!»
Per le due ’85 Nadia Rovida (ala di 1,85; Vittuone e Geas
nel recente passato) e Laura Fumagalli (guardia di 1,77, una “vita” a Biassono)
si tratta invece della prima esperienza lontano da casa. Per entrambe, però,
non sembrano esserci problemi di adattamento alla nuova vita da
“professioniste”: «In realtà Alessandria è vicina a Milano ovest, dove abito,
quindi posso tornare spesso», spiega Rovida. «La città è a misura d’uomo, si
sente che c’è un seguito maggiore che dalle nostre parti: trovo tutto
impegnativo, ma bello». Per Fumagalli, la strada dalla Brianza ad Alghero,
cittadina di mare nella zona catalana della Sardegna, è stata un po’ più
lunga…: «Ma mi sto trovando molto bene. Qui sono anche iscritta all’università:
studierò economia a Sassari. Usciamo spesso in gruppo, c’è un bell’ambiente».
Antonella Contestabile (ala, 1,86, classe ’87; due anni al Geas prima di mettersi in luce a Vittuone) è l’unica a rimanere in Lombardia, con le campionesse d’Italia della Comense. Coach Lambruschi ha detto che per trovare spazio dovrà “fare come al Cepu: tre anni in uno…”, e in un certo senso la sua 17enne “matricola” lo accontenta giocando anche B2 e Juniores a Vittuone in doppio tesseramento… «Non temo di disperdere energie – replica lei. – Anzi, se giocassi solo con la A1 penso che mi peserebbe un anno di panchina: sono contenta di avere anche Vittuone». Tu hai fatto parte del progetto-Azzurrina nel suo primo anno di vita: che valutazione ne dai? «Sinceramente, non credo sia stata un’esperienza decisiva per me, che ero già abituata a lavorare a un certo livello. Di sicuro per molte altre era più utile, ma è difficile giudicare dall’unica stagione in cui ho partecipato».
In attesa di scoprire chi delle nostre cinque si avvicinerà di più al prossimo obiettivo, quello di guadagnarsi minuti “veri”, ecco come hanno risposto a 8 domande-standard sui loro primi passi in A1.LE DOMANDE
1) Come è arrivata la possibilità di giocare in A1?
2) In che cosa avete sentito maggiormente il “salto” finora?
3) Che utilizzo vi si prospetta?
4) Quali compagne di squadra state prendendo a modello?
5) Perché, secondo voi, siete state prese per giocare in A1?
6) Quali sono le vostre sensazioni a una settimana dall’esordio?
7) Chi ringraziate per avervi aiutato ad arrivare in alto?
8) Chi vincerà il campionato?
MADALENE NTUMBA
1) Pensavo di rimanere in America, ma a sorpresa mi ha
contattato una squadra di vertice con un coach stimatissimo come Michelini,
così sono tornata.
2) Venendo da un anno negli Usa, ero già abituata a questo
livello fisico, ma c’è un abisso quanto a esperienza: là giocavo con 18-20enni,
qui c’è gente che ha fatto le Olimpiadi…
3) Partendo dietro a una stella come Melain, non mi aspetto
tanto spazio. Per diventare un’ala piccola ho già perso 5 chili: mi serve più
agilità.
4) Melain è arrivata da poco: finora Francesca Modica.
5) Per offrire minuti di qualità, con margini di crescita.
6) Ho tanta voglia di dimostrare che mi sono meritata questa
grande occasione. Ci saranno alti e bassi, ma mai farsi vedere giù…
7) La mia allenatrice negli Stati Uniti, Maria Fantanarosa,
e mio padre, che mi ha fatto appassionare al basket.
8) Per scaramanzia dico Schio, ma in realtà credo in
Venezia…
MASHA MAIORANO
1) A inizio giugno ho provato a Venezia, poi coach Rota ha
pensato a me, cercando un’esterna giovane. A Ivrea sarei rimasta volentieri, ma
l’A1 era un’occasione da cogliere.
2) Nell’intensità del lavoro, anche 5 ore al giorno, e nella
cura dei particolari. Spesso faccio mezz’ora in più con l’allenatore provando
tiro e movimenti vari: è la prima volta che mi capita.
3) Per ora gioco più da ala che da guardia. Le americane
sono ancora in Wnba, così ho avuto molto spazio in precampionato. In realtà
sarò la quarta esterna, ma in A1 anche 5’ a partita vanno bene…
4) Pellizzari per la difesa, un aspetto da migliorare per
me.
5) Per il tiro, come mi ripetono spesso.
6) Rota ha dichiarato che sarò una rivelazione: una bella
responsabilità per entrambi! Ma non ne sento il peso: in fondo non ho nulla da
perdere.
7) I miei genitori: hanno fatto tanti sacrifici per seguirmi
sempre.
8) A sorpresa Napoli.
NADIA ROVIDA
1) Alessandria mi stava già seguendo da un anno, poi mi
hanno provata in amichevole a maggio e mi hanno presa. Coach Agresti mi
conosceva già dai tempi della nazionale Cadette.
2) Due allenamenti al giorno non sono facili da reggere.
3) Sono partita con l’idea di giocare poco, ma ora ho
fiducia di poter trovare qualche minuto. In prospettiva dovrei trasformarmi da
lunga in ala, ma in assenza delle straniere sono stata impiegata spesso sotto
canestro in precampionato.
4) Deli, la playmaker greca: non è nel mio ruolo, ma è un
modello di applicazione e di come si “tiene in mano” la squadra.
5) Penso per la tecnica, ma mi sento apprezzata anche come
persona.
6) Il gruppo è compatto, ci manca la lunga Palmer (ancora in
Wnba) ma a livello di esterne siamo a buon punto.
7) Tutti gli allenatori che ho avuto, in particolare
Riccardi e Frigerio.
8) Penso a una conferma della Comense.
LAURA FUMAGALLI
1) Ho preferito Alghero a un’altra offerta in A1 perché mi è
piaciuto l’ambiente e ho pensato che in una neopromossa, tra l’altro senza
straniere nel mio ruolo, potevo giocare di più.
2) L’impatto a livello fisico è notevole. Non è facile
abituarsi a giocare con e contro le straniere. Ci ho messo poco a capire che
devo “ingrossarmi”.
3) Di sicuro giocherò guardia; difficile pronosticare lo
spazio, comunque mi interessa come si finisce e non come si comincia…
4) Le straniere, anche se giocano sotto canestro.
5) Non lo so proprio… (ride, ndr).
6) Sono piuttosto emozionata. L’esordio è importante, contro
un’altra neopromossa come Bolzano: è già una partita-chiave della stagione.
7) Le mie compagne di Biassono: mi mancano molto. Ah, e
anche coach Fassina!
8) (si consulta a lungo con la compagna di stanza, la
lombarda Manuela Monticelli): Sempre le solite... diciamo Schio.
ANTONELLA CONTESTABILE
1) La Comense mi seguiva da alcuni anni; in giugno ho
provato con loro in un’amichevole, da lì l’offerta per l’A1.
2) Il ritmo è diversissimo. Non ero abituata neanche a
trovare tanta gente più grossa di me: ho iniziato a fare pesi per rinforzarmi.
3) Il coach mi vede come ala piccola: in amichevole ho messo
anche qualche tiro da 3, penso di potermi adattare. Il fatto di non essere più
al centro dell’attenzione della difesa è positivo: ho più spazio per soluzioni
in 1 contro 1.
4) Laura Macchi, anche se è appena arrivata: dovrò appunto
giocare nel suo ruolo.
5) Penso per il fisico, ma anche per tecnica e fondamentali
in rapporto alla mia età.
6) Sto guardando e imparando molto, perché è davvero un
altro mondo: proprio per questo consiglio di provare subito l’A1 a chiunque ne
abbia l’opportunità.
7) Roberto Riccardi e Angela Albini hanno fatto tanto per me
a Vittuone.
8) Noi della Comense…
domenica 3 ottobre 2004
Promo f: nascita Settembrini Milano
La nascita di una squadra femminile a Milano-città è sempre un evento. Il “fiocco rosa” dell’autunno 2004 è in casa Settembrini, società già attiva nel settore maschile, che ha radunato un nucleo ex-Trinità e uno dall’hinterland est (Melzo e Carugate), cui si sono aggiunte altre giocatrici di varia provenienza e un paio di juniores dell’Azzurri Niguardese, portate dal giovane coach Federico Sola.
Iscritto
al campionato di Promozione (giocherà in casa il venerdì sera al centro Crespi
di via Valvassori Peroni, zona Lambrate), il Settembrini, visti i buoni
trascorsi di varie giocatrici, è già indicato da alcuni tra le favorite. Più
realisticamente, si tratta di un “cantiere” in corso d’opera, con buone potenzialità
tecniche e d’esperienza. Di certo, le ragazze hanno subito mostrato una
passione e una voglia di allenarsi fuori dal comune, ritrovandosi in palestra
anche in quindici per tutto il luglio scorso.
Ancora da definire
alcuni prestiti, ma il gruppo che si sta allenando con il Settembrini è
composto da: Elena Quattrone, Vanessa Ciuffi, Brunella Arnaboldi, Cristina Del
Greco, Karen Copetti, Luisa Raimondo, Valentina Molino, Francesca Redaelli,
Cinzia Maglietta, Sara Gasparinetti, Monica Righetti, Silvia D’Angela, Isabella
Mitrotti, Silvia Barbieri, Eleonora Mele, Antonella Torza, Maria Grazia
Senatore, Ilaria Guerrisi, Paola Geoni, Veronica Colledan.
domenica 19 settembre 2004
A2f: intervista ad Alessandra Calastri
- Hai ancora… voglia di basket, dopo un’estate così?
«Certo. È la mia passione: più gioco e più mi convinco che sia la mia strada. La scuola ha la sua importanza, certo, ma in passato mi è costata la rinuncia a offerte di basket “a tempo pieno”: dal prossimo anno non si porrà più il problema…»
- Dal raduno con la nazionale maggiore, che impressioni hai tratto?
«Per il momento è già importante essere nel giro delle 24
azzurre. Le altre sono professioniste, ragazze che vivono di pallacanestro,
spero di diventare anch’io una di loro. Dal punto di vista tecnico, ho avuto la
conferma che devo diventare un’ala, quindi migliorare velocità e trattamento di
palla».
- Come ti hanno accolto le “veterane” azzurre?
«Sono tutte molto solari e disponibili, non mi hanno mai
fatto pesare gli errori. Il mio modello, anche per il ruolo, è sempre stata
Elena Paparazzo: allenarmi con lei è stato fantastico».
- Hai disputato l'Europeo under 20 (alla fine 16’ di impiego medio, massimo di 11
punti in 26’ alla Finlandia). Ma che cosa è mancato alla squadra, finita
ultima?
«Mancano allenamenti durante l’anno: altre nazionali lavorano di più insieme, le spagnole giocano tutta la stagione in un club apposito. Noi dobbiamo costruire tutto in un mese. Potevamo comunque fare di più: le assenze di Dacic e Ress non ci scusano, è la squadra che conta. Io sono stata limitata da una contrattura, ma non ho grossi rimpianti, è stata una bella esperienza: in passato avevo sofferto la tensione, stavolta ero tranquilla. Forse sto maturando…»
- Ora una nuova stagione col Geas: potete confermarvi ai
livelli dell’anno scorso? Per te, poi, questo quarto anno in A2 potrebbe essere
il trampolino di lancio per la serie maggiore…
«Sono fiduciosa: abbiamo perso Rovida e Colico, è vero, però
ci sono nuovi innesti. A Gressoney si sono già visti miglioramenti tra la prima
partita e le successive. È solo questione di amalgama: finora avevamo fatto
solo lavoro atletico. L’atmosfera all’interno del gruppo mi sembra rimasta
ottima. Io devo pensare a lavorare bene, mantenere alto il ritmo. Se poi
arriverà l’occasione di giocare in A1… non vedo l’ora di sfruttarla».
-
Igb Geas Sesto S.G.-Caffè Giuliano Ivrea 70-63 (35-37) GEAS: Colico 13, Arturi ne, Censini 11, Zanoni 15, Marulli, Turri 2, Visconti 13,...
-
Nel weekend è partita l'A1 con la classica prima giornata in sede unica: tra le 160 giocatrici scese sul parquet di Taranto, anche Rober...
